Bob Dylan e Pippo Baudo non sono gli araldi della nostalgia il vecchio principe dei conduttori televisivi ha confessato di sentirsi ancora un “democristiano doc” 

di Lucio D'Ubaldo

Ieri era domenica, Festa del Corpus Domini, giorno solenne della liturgia cattolica. È accaduto di striscio qualcosa d’interessante, lontano dai canoni della ricorrenza religiosa, eppure meritevole di essere esaminato. Infatti, l’amena vocazione critica dei frequentatori di chat si è cimentata nel prendere di petto la presunta caduta di Pippo Baudo nella botola della nostalgia. Intervistato da Renato Franco per il “Corriere della Sera”, il vecchio principe dei conduttori televisivi ha confessato di sentirsi ancora un “democristiano doc”. Secca e pungente la battuta del giornalista: “Guardi che la Dc non esiste più…”. E secca, però, anche la risposta di Baudo: “Io penso che la Democrazia Cristiana sia la grande assente della politica, se ci fosse un vero leader di una Dc rinnovata avrebbe una grande possibilità di governare. Oggi la politica è molto confusa”.

In effetti, questo parlare della Dc è un esempio di nostalgia. La trappola, se il sentimento appare, può manifestarsi impietosa. Acuti osservatori rilevano che si maneggia il ricordo di un partito scomparso nel 1994. È passato un quarto di secolo, praticamente un’eternità: un giovane tra i venti e i trent’anni non ha memoria diretta di ciò che appartiene a questa storia. E allora? Data la premessa, è facilmente prevedibile la conseguenza. Mettersi a discutere di un’epoca morta, e soprattutto di un’entità defunta con essa, induce a pensare che dietro la nostalgia ci sia il vuoto. Baudo, come l’aitante Mercuzio nell’Amleto di Shakespeare, deve infine tacere parché parla di nulla. Questa la sentenza, quasi ovvia nella sua semplicità di formulazione, che i critici hanno stilato. Si puô fare obiezione?

Sì, un’obiezione andrebbe fatta, perché tutto ruota attorno al truismo che imperversa nella politica esangue, perlopiù improvvisata, senza cuore e senza cervello, che tristemente occupa lo scenario del nostro presente. Andrebbe sollevato il velo d’ipocrisia che cela il bisogno di conoscenza e garantisce altresì la colpevole pigrizia intellettuale di molti. Ad essere onesti, una politica desiderosa di verità richiede sempre uno sforzo di analisi retrospettiva, per capire il passato e impostare il futuro. Senza questo esercizio ci si dimena nell’inferno dei luoghi comuni, delle banalità più o meno eleganti, degli sproloqui volgari. Asserire che la Dc ha rappresentato una “civiltà politica” – Follini dixit – non è di per sé censurabile, così da trovare riscontro nella lapidaria accusa di nostalgismo.

Sempre ieri, sulle pagine di “Repubblica”, Bob Dylan si è lasciato interrogare sul nostro tempo, dando risposte suggestive come solo un artista, premio Nobel per la letteratura, è in grado di fornire. A un certo punto Douglas Brinkley, che in origine ha raccolto l’intervista per il “New York Times”, ha chiesto ragione di quello che egli stesso definisce un “epico brano” (Murder most foul), della durata di 17 minuti, pubblicato su YouTube nei giorni più difficili della pandemia. Si tratta di una piccola opera che ha per tema l’assassinio del presidente John F. Kennedy. Ecco, allora, la domanda di Brinkley: “È stata scritta come una celebrazione nostalgica per un’epoca perduta?”. E di seguito la risposta del menestrello di Duluth: “Per me non è un pezzo nostalgico. Non lo vedo come una glorificazione del passato o come una specie di commiato da un’età perduta. È un pezzo che mi parla qui, nel presente. Ed è sempre stato così, soprattutto quando scrivevo il testo”.

Piace credere, dunque, che Bob Dylan metta a nudo, con questa sua replica, le false certezze degli anti nostalgici. Egli ritiene che parlare di Kennedy, assassinato nel lontano 1963, così da raccontare il dolore e lo smarrimento per un atto che ha violato in modo irrimediabile il “sogno americano”, equivalga a recitare una poesia con l’animo di chi avverte l’urgenza di questo ricordo, esattamente “qui, nel presente”. Nondimeno, forse, ha ragione Pippo Baudo nel fare memoria, con orgoglio, della sua appartenenza a una storia importante, quella della Dc. Insomma, egli ne ha celebrato la forte suggestione che appare felicemente imbrigliata, nonostante tutto, nei reticoli dell’attualità. Anche lui, nella stessa domenica del Corpus Domini, ha voluto battere un colpo, per attirare l’attenzione su ciò che manca alla politica odierna. La nostalgia di Baudo ha il fascino di una domanda inevasa.

di Lucio D'Ubaldo 

INCONTRO LUNEDI 1 GIUGNO ALLE 17.00

Lunedì ‪1 GIUGNO alle ore‬ 17,00 S.E. Mons. Andrea Bellandi, Arcivescovo di Salerno, 

su invito dei Dirigenti Scolastici 

Elisabetta Barone del Liceo Statale “Alfano I” di Salerno e Filomena Zamboli del Liceo Statale “E. Pascal” di Pompei,

terrà un incontro sul tema:

LA SFIDA DELL’EDUCAZIONE

PROFESSIONE DI ALCUNI O RESPONSABILITÀ DI UN PAESE?

Codice per il collegamento sulla piattaforma meet: https://meet.google.com/nku-zzcp-yec.

L’iniziativa nasce dalla drammatica situazione in cui versa la scuola italiana che oggi a causa del Covid 

emerge in modo ancora più evidente.

L’evento vuole anche rispondere all’appello di Papa Francesco che aveva convocato per il mese di maggio 

un incontro mondiale sul tema “Ricostruire il patto educativo globale” (rimandato al 15 ottobre).

Questo incontro, quindi, vuole rilanciare l’iniziativa del Papa per coinvolgere tutti gli operatori del campo dell’educazione e della ricerca e di tutti quelli che occupano posti di responsabilità e hanno a cuore il futuro delle nuove generazioni. Il problema educativo è una responsabilità di tutti.

“Una società che non insegna è una società che non si ama; che non si stima; 

e questo e precisamente il caso della società moderna” (C. Peguy).

Speciale Fotografia

Tour virtuale di Roma 

durante il Covid-19

di Gianluca Lo Grasso

Tour virtuale di Roma durante il Covid-19

Durante questo periodo di blackout, Gianluca Lo Grasso ha deciso di girare nel centro storico di Roma la sua città, per congelare questo momento storico, che segnerà per sempre la Capitale i suoi cittadini e il resto del mondo.

Grazie al suo obbiettivo abbiamo ammirato la bellezza dei monumenti in una

  città desolata, dove i gabbiani e i loro rumori hanno trovato spazio, dove le fontane sono distinguibili in lontananza; una città senza odori di scarico delle macchine, una città nuova, differente

come vorremmo che sia, una città rispettata dall'inquinamento.

Gianluca Lo Grasso dichiara: 

La mia percezione è stata di una Roma in bianco e nero, ricca di sfumature, bellezza, storicità, Arte senza precedenti

Ho realizzato un tour virtuale nella Roma più conosciuta, più frequentata, e spesso non rispettata dai suoi cittadini e dai numerosi turisti che la visitano ogni giorno.

A memoria di una città che rimane meravigliosa

Ora più che mai, in un momento di timido ritorno alla normalità, sento il bisogno di rivedere quelle immagini, e sentire il mio cuore battere ancora

Il tour virtuale è fruibile da desktop e da mobile, visualizzabile anche con visori per la realtà virtuale. "

Il progetto è utilizzabile gratuitamente all'indirizzo

https://www.gianlucalograsso.it/covid19/


Dalla redazione di World Business Entertainment le congratulazioni per il bellissimo servizio realizzato con grande rispetto e amore verso la propria città che tutti noi amiamo infinitamente



Nicola Convertino, artista poliedrico si divide da anni tra arti, pittura, musica e televisione

Nicola, artista poliedrico tra arti, musica e televisione

Si chiama Nicola Convertino ed è un artista davvero a trecentosessanta gradi.

Il suo dono artistico si può già vedere in un’ecografia ancor prima della sua nascita: è proprio dalla madre, che è modella all’Accademia delle Belle Arti di Roma e pittrice di fama internazionale, che viene a contatto con tutte le realtà artistiche più importanti dei passati anni settanta, che hanno poi caratterizzato la pittura e la scultura di questo quarto di secolo; parliamo di Emilio Greco, Renato Guttuso, Purificato, Remo Brindisi, Trubbiani, Montanarini, Ivo Pannaggi e Manzù.

La musa ispiratrice della sua passione è quindi la madre che è complice ed amica e si affascina a tutto quello che è arte: pittura, ceramica, scultura.

Parallelamente sviluppa, negli anni settanta, la passione per la musica: studia batteria e percussioni, davvero geniale, perché da lì si sviluppa la musica a tutto tondo, si imparano tutti gli strumenti.

Appena sveglio la mattina già la sua mente dinamica e geniale è in ebollizione: imponente la sua organizzazione di concerti, spettacoli, eventi e la direzione artistica in moltissime discoteche della riviera adriatica, fino ad arrivare alla collaborazione con agenzie di management importanti.

La decisione di Nicola di mettersi in proprio e fonda l’ Insonnia Agency, con organizzazione di tournée importanti del calibro di James Brown, Lisa Stansfield, Matt Bianco, Gloria Gaynor, Grace Jones, Barry White, Santa Esmeralda, Ray Charles, B.B. King e moltissimi altri.

L’attività della sua agenzia non si ferma qui! Nascono produzioni televisive c on oltre 200 programmi Tv prodotti per Rai e Mediaset.

Non è amante della burocrazia, per la riuscita dei suoi numerosi eventi bastano pochi minuti davanti ad un blocco notes e non tante riunioni, tante teste pensanti da mettere d’accordo. La sua visione non è empirica, pero, tutt’altro! Un esempio su tutti, con numeri da capogiro, il “Sanremo al Cremlino”, 18.000 paganti in 3 giorni, con le sale del Cremlino piene di gente che pagava il biglietto a 250 dollari, 9 miliardi delle vecchie lire d’incasso, la mondovisione dell’evento con oltre 35 artisti Big italiani coinvolti nel concerto. Lucio Dalla, Antonello Venditti, Matia Bazar, Enrico Ruggeri, Toto Cutugno, Albano, Pupo, Masini, Baccini, Tony Esposito.

Protagonista anche all’Expo di Milano ad organizzare il suo “Sanremo Music Awards” nei vari padiglioni della fiera (quello del Qatar, della Sicilia, della Polonia, di Citterio) e anche dietro le quinte di “Quelli che il Calcio” a seguire i collegamenti di Sammy Barbot con lo studio Rai.

In campo artistico riceve il “Leone D’Oro di Venezia” come miglior artista dell’anno 2018, il “Colosseo D’Oro” come miglior artista dell’anno 2017. E diviene membro permanente del Senato dell’Accademia Cicerone di Roma. Nel 2019 diventa il responsabile mondiale della famosa rivista “Max” e gestisce le redazioni su 19 paesi nel mondo. Sempre nel 2019 diventa il Vice-Presidente di 3 multinazionali cinesi della “Via della Seta”, creando un ponte culturale e commerciale tra la Cina e l’Italia.

Nicola, con un’umiltà davvero eccezionale, è sinonimo di grandezza e successo, così, a tutto tondo.

Giovanni Cappuccio

CULTURA & MEDICINA

RICOMINCIAMO DA ZERO

Ricominciamo da zero!

Non attribuiamo responsabilità a chi ha sbagliato, non facciamo commenti stupidi, non postiamo cavolate ma soprattutto non andiamo a sindacare l’operato degli altri, piuttosto pensiamo a fare qualcosa noi. Non è il momento di giocare ma di rimboccarci le maniche per un futuro migliore. Questa è la nostra ultima possibilità, se riusciamo a capirlo bene, altrimenti ci sarà qualcosa di ancora più brutto che ti attende! Facciamo tutti un passo in dietro e cerchiamo di ripartire da zero e costruire un domani migliore, per i nostri figli, per le persone che amiamo, per gli anziani, per noi stessi e per il mondo intero.

Io sono stufo di essere prigioniero del mistero. Riuscite a capire che non abbiamo più la libertà? Capite che se continuiamo a fare i nostri comodi, senza rispettare le regole, altre persone moriranno?

Avete visto quante bare abbiamo portato su mezzi militari?

Capite che è tutto vero?

Capite che altra gente morirà?

Capite che se non ci chiudiamo in casa i tempi si allungheranno e rischiamo tutti?

Sono stanco, non è giusto che io, la mia famiglia e le persone che amo rischiano la vita per quattro incoscienti!

Io correvo tutti i giorni, il mio allenamento durava un’ora e mezzo, facevo più 15 km al dì, ora sono fermo come tanti italiani responsabili.

Pertanto, a mio avviso, spero che il Governo italiano decreti altre limitazioni su tutto il territorio nazionale. Bisogna fermare tutto, tutto per 20 giorni. TUTTO! Tutto chiuso, escluso le farmacie!

Solo così riusciremo a vincere il Covid-19 in tempi più rapidi.

Ci vuole l’impegno di tutti!

Dovrebbero circolare solo coloro designati al controllare del territorio.

Spero che si attui tutto e quanto prima.


VINCENZO VAVUSO

CORONAVIRUS E CONGIUNTIVITI : 

SI AGLI OCCHIALI, NO ALLE LENTINE

CORONAVIRUS E CONGIUNTIVITI : SI AGLI OCCHIALI, NO ALLE LENTINE

Occhi e contagio, ecco le misure di prevenzione

In questo periodo, in cui il Coronavirus ha stravolto le nostre abitudini, bisogna sapere che può entrare anche dagli occhi, attraverso la congiuntiva. E’ recente la comunicazione di un gruppo di medici oculisti, che hanno studiato la questione lenti a contatto, specialmente in silicone-hydrogel, (dette comunemente morbide), anche usa e getta, e la persistenza di eventuali particelle virali, giungendo alla conclusione che è meglio astenersi dall’uso delle lenti a contatto. Le lenti a contatto non danno alcuna protezione all'eventuale contagio delle lacrime, ma possono trattenere il virus e farlo diffondere, attraverso le mani, nelle vie respiratorie.

Invece è consigliato il costante uso degli occhiali, da vista o con lenti neutre, anche da sole, per proteggersi dal coronavirus. Utile anche una mascherina, una salvietta ed un cuscino strettamente personale.

Mai come ora è importante sapere alcune cose sulle congiuntiviti, perché ne esistono diverse forme, per evitare di contagiare parenti ed amici.

Ci sono sempre problemi oculari nei pazienti con sindrome respiratoria da Covid-19.

Gli occhi, e in particolare la congiuntiva, sono la porta di ingresso per il coronavirus, che viene poi trasportato tramite le vie di deflusso delle lacrime all’interno del naso e gola. La congiuntivite virale, sintomo precoce della malattia, resta difficilmente identificabile rispetto alle comuni e molto diffuse congiuntiviti.

Quindi la congiuntivite virale da CoronaVirus può essere presente, anche come sintomo precoce, nei pazienti contagiati; il virus è trasmesso principalmente con modalità aerosol dalle goccioline della saliva e contagia le vie respiratorie, ma soprattutto direttamente la mucosa congiuntivale.

Per questo i medici oculisti e gli operatori sanitari devono indossare occhiali o maschere protettive e i pazienti le mascherine.

Il sintomo più caratteristico di questa patologia è l’arrossamento dell’occhio: i vasi sanguigni, a causa dell’infiammazione, diventano più visibili, dando all’occhio un caratteristico rossore.

Questa pandemia ci obbliga a dedicare particolare attenzione e impegno alle regole necessarie per superarla nel più breve tempo possibile, favorendo l’applicazione di tutti gli strumenti necessari di controllo e prevenzione del contagio.

L’apparato visivo può avere una parte importante, perché la congiuntivite può rappresentare il primo sintomo precoce del coronavirus. Si tratta di una congiuntivite virale, che non è come quella più conosciuta, con secrezione in entrambi gli occhi, ma ha una manifestazione diversa. Colpisce generalmente un solo occhio e a volte, dopo pochi giorni, il secondo; gli occhi sono arrossati, con lacrimazione ma, di solito, senza secrezione. Il coronavirus, se presente nella congiuntiva, non sempre si manifesta con i tipici segni di congiuntivite, come arrossamento oculare, bruciore prurito e lacrimazione; quindi, a volte, il virus potrebbe essere presente nelle lacrime senza che ce ne accorgiamo. Pertanto è necessario proteggersi, in luoghi a rischio, non solo con mascherine igieniche o chirurgiche monouso (che proteggono per lo più gli altri) o meglio con mascherine filtranti, ma anche con occhiali. Esistono occhiali protettivi di plastica avvolgenti o specifici occhiali o maschere protettive con perfetta aderenza al viso per chi è ad alto rischio di contagio. Una certa protezione è data dai normali occhiali da vista e dagli occhiali da sole. E' noto che bisogna lavarsi bene e spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol.

Quindi gli occhi possono essere anche un’importante porta d’ingresso del virus nell’organismo, che viene emesso dalle persone infette dall’apparato respiratorio. Se le goccioline infette vaporizzate in aria si appoggiano sugli occhi, possono facilmente arrivare nelle vie respiratorie, provocando contagio e infezione. In pratica, quando una persona con le mani si tocca gli occhi, può venire infettata, perché il virus penetra attraverso le mucose, che sono quella della bocca, del naso e degli occhi. In effetti è stato proprio un oculista a scoprire per primo il Coronavirus, che lo aveva subito comunicato, per i rischi di una possibile epidemia, ma è stato arrestato ed è morto, infettato dal Covid-19.

Ecco perché è importante non toccare gli occhi, mantenere le mani sempre pulite e fare attenzione a tutte le mucose: naso, bocca ed occhi.

Quindi il nuovo coronavirus causa di Covid-19 si trasmette da una persona all'altra non solo con tosse, starnuti e strette di mano, ma anche attraverso gli occhi, tramite le lacrime. Il film lacrimale è composto da tre strati che lubrificano gli occhi con funzioni di idratazione, difesa, pulizia, nutrimento e ottica. Le lacrime vengono poi convogliate, attraverso i canalini lacrimali, nel naso e quindi nella gola.

Evidenziati i problemi relativi a occhi e coronavirus, vediamo quali sono i tipi di congiuntivite e come distinguerli.

CONGIUNTIVITE BATTERICA

E’ molto frequente ed è provocata da infezioni causate da batteri.

Di solito si tratta di forme bilaterali, anche se si può avere un esordio diverso tra i due occhi.

E’ caratterizzata da sintomi irritativi, come sensazione di corpo estraneo, bruciore, fotofobia, spesso associati a lacrimazione, secrezione mucosa o mucopurulenta, che può determinare un caratteristico incollamento delle ciglia al risveglio.

Il medico oculista, grazie a speciali apparecchiature come il biomicroscopio, che consente di vedere l’occhio molto più ingrandito, può analizzare il tipo di secrezione e le alterazioni anatomiche, per effettuare la diagnosi.

Si cura con colliri e/o pomate antibiotiche, eventualmente associate ad antinfiammatori per uso topico, cioè locale. Nelle forme più accentuate si associano colliri al cortisone.

CONGIUNTIVITE VIRALE

E’ anch’essa molto diffusa, causata da infezioni dovute a diversi tipi di virus. I più frequenti sono Virus Erpetici.

In genere si tratta di forme monolaterali.

Può insorgere dopo affezioni respiratorie, dopo circa due settimane di latenza, come la congiuntivite follicolare acuta, o essere un sintomo precoce, come nel coronavirus.

La congiuntivite da Herpes Simplex spesso si associa a manifestazioni virali a carico delle palpebre.

Anche in questo caso si hanno sintomi irritativi, ma spesso più accentuati, come un forte bruciore ed una profusa lacrimazione, chemosi congiuntivale (rossore e gonfiore della congiuntiva), a volte associati ad adenopatia dolorosa dei linfonodi preauricolari e sottomandibolari. Spesso si ha un coinvolgimento della cornea (cheratite), che complica il quadro clinico fino a poter compromettere il visus.

Il medico oculista, grazie a particolari apparecchiature come il biomicroscopio, può visualizzare la presenza sulla congiuntiva di numerosi follicoli e l’eventuale infiltrazione del virus nella cornea.

Si cura con colliri e/o pomate antivirali, antinfiammatori ed eventualmente antibiotici. Il cortisone di solito è controindicato, in alcuni casi tassativamente, per il rischio di complicanze.

Quindi entrambe le forme, batterica e virale, sono infettive’ per cui è necessaria la dovuta attenzione per non contagiare altre persone. Non è il caso di provare con terapie improvvisate, in quanto alcuni colliri, come il cortisone, sono controindicati ed il loro uso prolungato può provocare cataratta e glaucoma. L’uso indiscriminato di colliri antibiotici può favorire la selezione di germi antibiotico-resistenti. Anche colliri apparentemente innocui, come i vasocostrittori, se usati in modo eccessivo possono determinare un affetto “rebound”, cioè gli occhi prima si schiariscono e poi ritornano più arrossati di prima.

Quindi per tutte le congiuntiviti è preferibile una terapia medica specialistica mirata, pertanto è necessaria la visita oculistica.

LE CONGIUNTIVITI ALLERGICHE

Sono diverse dalle congiuntiviti batteriche e virali, entrambe infettive. Per differenziarle è importante ricordare che le forme batteriche sono quasi sempre bilaterali e sono caratterizzate da secrezione mucosa o mucopurulenta, che determina il tipico incollamento delle ciglia al risveglio, nonché per la presenza di sintomi irritativi, come iperemia (occhio arrossato), bruciore e lacrimazione

Le forme virali sono per lo più monolaterali, cioè interessano un solo occhio, hanno una sintomatologia infiammatoria più accentuata e raramente presentano secrezione. Spesso sono interessati i linfonodi preauricolari e sottomandibolari ed a volte si complicano con infezioni della cornea (cheratiti), specialmente se l’agente infettivo è l’Herpes Simplex.

Le congiuntiviti allergiche non sono infettive, di solito interessano entrambi i gli occhi e sono sempre in aumento, per la familiarità e per l’inquinamento atmosferico.

Le forme allergiche, in genere bilaterali, si associano spesso a rinite, asma, orticaria, in quanto tutte sono manifestazioni diverse dello stesso problema, l’allergia o atopia.

La sintomatologia è caratterizzata da edema palpebrale, chemosi congiuntivale (arrossamento e gonfiore della congiuntiva), iperemia, lacrimazione profusa associata al sintomo caratteristico che è rappresentato dal prurito.

Sono determinate da numerosi allergeni, come la polvere di casa, piume di materassi, pollini, cosmetici, per cui è tipica la stagionalità o l’insorgenza dopo il contatto con l’allergene al quale si è sensibilizzati.

E’ indispensabile l’uso di apparecchiature specialistiche come il biomicroscopio o lampada a fessura che, consentendo vari ingrandimenti della visione dell’occhio, consente all’oculista una diagnosi differenziale tra le varie forme, spesso simili tra loro.

A volte si analizza il liquido lacrimale, dove c’è un aumento delle Ig E, tipiche delle manifestazioni allergiche, che sono aumentate anche nel sangue.

Spesso è consigliabile una consulenza allergologica, per conoscere gli allergeni responsabili (acari presenti nella lana o nella polvere, pollini,ecc.) e per valutare l’opportunità di un vaccino desensibilizzante, specialmente in caso di oculo-rinite e di asma bronchiale.

In conclusione, i pazienti con COVID-19. di solito si presentano con febbre, tosse e mancanza di respiro e la congiuntivite è stata sempre riportata.

I sintomi possono apparire come appena 2 giorni o fino a 14 giorni dopo l'esposizione. Al momento non esiste alcun vaccino per prevenire l'infezione, e nessun farmaco noto per essere certamente efficace nel trattamento

Il virus COVID-19 ha una diffusione come gli altri Coronavirus, principalmente tra persona a persona, attraverso le goccioline respiratorie prodotte quando una persona infetta tossisce o starnutisce. Potrebbe anche essere diffuse da persone infette che abbiano toccato un oggetto o una superficie, quindi non tocchiamo mai una superficie anche solo sfiorata da una persona potenzialmente affetta virus COVID-19.

Laviamoci o disinfettiamoci spesso le mani con Gel a base alcolica ed evitiamo di toccare bocca, naso o occhi.

Vi sono moltissimi pazienti positivi, cioè infetti, ma completamente asintomatici, che possono contagiare altre persone.

E’ meglio astenersi dall’uso delle lenti a contatto ed è consigliato il costante uso degli occhiali.

Ma il metodo più sicuro per evitare il contagio è evitare i contatti: quindi, restiamo a casa!

Prof. Dott. Vincenzo Pagliara

Medico Chirurgo Specialista Oculista

Docente di Oculistica Università Universo Humanitas

Magister Università Nuova Scuola Medica Salernitana